Consulenza ambientale
Per le aziende. Per l’ambiente. Per il futuro.
Rispettare le norme è solo il primo passo. Noi vi aiutiamo a governare ogni aspetto ambientale – rifiuti, emissioni, autorizzazioni – con metodo, visione e presenza costante. Perché un’azienda che sceglie la sostenibilità ogni giorno, non segue il cambiamento: lo guida.
Cresci, in modo sostenibile
Essere in regola non basta. Serve conoscere le norme, ottenere le giuste autorizzazioni, monitorare ogni aspetto ambientale: rifiuti, scarichi, emissioni. Serve farlo con metodo, senza rischi né improvvisazioni.
È qui che entriamo in gioco con la nostra consulenza ambientale per le aziende: per aiutarvi a governare la complessità e costruire una gestione solida, condivisa, sostenibile.
Cosa possiamo fare per voi?
4 punti forza del nostro processo
Alcune domande tra quelle più frequenti
Ogni azienda ha il dovere di prendersi cura dell’ambiente in cui opera. In concreto, questo significa: valutare l’impatto ambientale delle proprie attività; rispettare tutte le normative in vigore, come il Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006); gestire in modo corretto i rifiuti prodotti; controllare costantemente emissioni in atmosfera, scarichi idrici e l’utilizzo di sostanze pericolose; mantenere sempre aggiornata la documentazione ambientale, ad esempio registri rifiuti, autorizzazioni AUA o AIA.
Il check-up ambientale è un’analisi approfondita condotta da un consulente ambientale per verificare se l’azienda è conforme alle norme, quali sono i rischi sanzionatori e le possibili aree di miglioramento e se ci sono obblighi ancora da adempiere.
Terminato il check-up, l’azienda riceve un report che evidenzia eventuali criticità e propone soluzioni per mettersi in regola o migliorare la gestione ambientale.
AUA e AIA sono entrambe autorizzazioni ambientali, ma si applicano a realtà aziendali diverse per complessità e impatti ambientali:
- AUA (Autorizzazione Unica Ambientale): riguarda imprese di piccole e medie dimensioni che gestiscono scarichi, emissioni o rifiuti.
- AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale): si applica ad attività più complesse e potenzialmente a maggior impatto ambientale, integrando più discipline ambientali in un’unica autorizzazione.
Per gestione corretta dei rifiuti in azienda si intende:
- classificare il rifiuto assegnando il codice CER corretto;
- etichettare e gestire il deposito temporaneo in modo conforme;
- tenere aggiornato il registro di carico e scarico dei rifiuti;
- compilare e conservare i formulari di trasporto e conferimento verso soggetti autorizzati;
- presentare ogni anno il MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale).
In caso di irregolarità, le sanzioni possono essere amministrative, e vanno da poche centinaia a diverse decine di migliaia di euro, o penali, nei casi più gravi o in presenza di recidive.
È importante sapere che la responsabilità non ricade solo sull’azienda, ma può estendersi anche a figure come RSPP, datore di lavoro e dirigenti, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 231/01.
Il consulente ambientale è un alleato prezioso per l’azienda. Perché si occupa di supportare il rispetto delle normative ambientali, di redigere la documentazione tecnica necessaria e gestire le pratiche autorizzative, di formare il personale sui temi ambientali e di rappresentare l’azienda nei rapporti con enti di controllo come ARPA, Province e altri organismi competenti.
La documentazione ambientale deve essere aggiornata ogni volta che ci sono modifiche importanti nei processi produttivi, quando entrano in vigore nuove normative e almeno una volta l’anno – per esempio in occasione della presentazione del MUD o dei rinnovi delle autorizzazioni ambientali.
Il MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale) è una dichiarazione obbligatoria che deve essere presentata ogni anno da:
- chi produce rifiuti pericolosi;
- chi produce rifiuti non pericolosi e ha più di 10 dipendenti;
- le imprese che si occupano di trattamento, intermediazione o trasporto di rifiuti.
Sì. Formare i dipendenti è spesso un obbligo previsto dalle normative, ma è anche una buona prassi per evitare rischi e garantire una gestione responsabile. La formazione può riguardare, per esempio la gestione corretta dei rifiuti, la prevenzione delle emergenze ambientali, come sversamenti o incendi o l’uso consapevole e sicuro di sostanze chimiche e pericolose.
Il PMA è un documento tecnico che indica interventi mirati a ridurre gli impatti ambientali. Al suo interno si trovano proposte come azioni di efficientamento energetico o sistemi di monitoraggio e rendicontazione.
Può far parte di percorsi volontari come quelli previsti dalle certificazioni ISO 14001 o EMAS.
Adottare un sistema di gestione ambientale certificato porta diversi vantaggi:
- riduce il rischio di incorrere in sanzioni;
- consente un miglior controllo dei costi e una gestione più efficiente delle risorse ambientali;
- migliora l’immagine dell’azienda agli occhi di clienti, fornitori e stakeholder;
- può offrire vantaggi in caso di partecipazione a bandi o appalti pubblici.

